LEONARDO DA VINCI: Capolavori e Macchine Volanti

Una mostra di capolavori resa possibile grazie alla tecnologia digitale DAW®

–Digital Art Work della startup Cinello

realizzata da Save the Artistic Heritage

in partnership con il Consolato Italiano a Jeddah

 

La Scapiliata, il Ritratto di Musico, disegni e progetti:

venti riproduzioni digitali autenticate, numerate e certificate

rendono possibile l’incontro di opere di Leonardo

provenienti da grandi collezioni museali italiane

 

Dal 12 ottobre 2019

Sharbatly House – Jeddah, Arabia Saudita

 

Jeddah 12 ottobre 2019 – La Scapiliata, il Ritratto di Musico e più di 15 disegni tra geometrie, macchine volanti e studi scientifici, provenienti dalle collezioni del Complesso Monumentale della Pilotta e della Veneranda Biblioteca Ambrosiana: alla Sharbatly House nel centro storico di Jeddah (Arabia Saudita), il genio del Rinascimento italiano, Leonardo Da Vinci, è protagonista dal 12 ottobre 2019 di una mostra unica dal titolo LEONARDO DA VINCI. Capolavori e Macchine Volanti.

Una mostra resa possibile solo grazie ai DAW ®– Digital Art Work, riproduzioni digitali realizzate con una tecnologia dalle grandissime potenzialità sviluppata dalla startup Cinello, specializzata in innovazione digitale.

Le venti opere protagoniste di Capolavori e Macchine Volanti sono, infatti, tutte delle riproduzioni digitali realizzate grazie a questa tecnologia brevettata capace di ricreare in modo perfetto un numero limitato di copie di un capolavoro, autenticate, numerate e certificate, in scala 1:1 identiche agli originali.

La decisione di esporre questa selezione di lavori nasce non soltanto dalla volontà di far conoscere al pubblico internazionale la varietà e la vastità degli interessi e degli studi di Leonardo – che usava il disegno per descrivere tutte le sue intuizioni – ma è anche un’occasione speciale per accostarsi e comprendere una tecnologia dalle grandissime potenzialità.

Il percorso espositivo si apre con il Ritratto di Musico (1485 circa) opera che fa parte della collezione della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, unico ritratto leonardesco su tavola presente a Milano e unico ritratto maschile realizzato dall’artista per un committente privato della Corte Sforza. Noto anche come Ritratto di Dottore o come Ritratto di Giovan Galeazzo Visconti, è stato erroneamente ritenuto, fino al XIX secolo, il Ritratto di Ludovico Il Moro. La successiva scoperta del foglio di carta da musica lo ha finalmente identificato come un musicista di corte.

Resta comunque un esempio prezioso di quella fase pittorica di Leonardo che produsse, tra gli altri, capolavori assoluti come La Vergine delle Rocce e L’ultima cena.

Accanto a questo, i disegni di sessanta solidi geometrici, realizzati qualche anno più tardi per il trattato di Luca Pacioli De Divina Proportione (1498), parte dell’Appendice del Codice dell’Ambrosiana: opere che sono un’importante testimonianza dell’influenza di Piero Della Francesca e delle teorie geometriche euclidee sulla cultura milanese del Rinascimento.

In mostra anche un altro misterioso ritratto, noto come La Scapiliata (1508 circa), parte della collezione del Complesso Monumentale della Pilotta di Parma. Opera circondata dal mistero ancora oggi per quanto riguarda la datazione, la sua origine e la sua destinazione, pur sembrando uno studio preparatorio, ha un carattere di completezza che fa pensare a un lavoro autonomo.

La mostra prosegue con una seconda parte dedicata esclusivamente agli studi sul volo e sulle macchine volanti: sedici disegni – riproduzioni di pagine del Codice Atlantico – compongono un racconto di quello che fu per Leonardo un tema ampiamente analizzato. La sua costante ricerca sulla Natura e sull’uomo lo ha portato inevitabilmente a confrontarsi con gli elementi primari dell’aria e dell’acqua e con le possibilità infinite delle loro applicazioni pratiche. La formazione nella bottega del Verrocchio e la frequentazione degli ambienti teatrali contribuirono a ispirare Leonardo in quelle che furono le sue ricerche sul volo umano. Le macchine sceniche, le ali degli attori, le scene di volo, sicuramente influenzarono l’artista e scienziato nelle sue ricerche, come anche gli studi compiuti sul volo degli uccelli e quelli compiuti ben prima di lui, e che di certo conosceva.

Nelle sue varie esperienze in giro per l’Italia tra Milano, Roma e Firenze e poi ancora in Francia, Leonardo continuerà a cercare per tutta la vita, nell’ anatomia umana e in quella degli uccelli, il segreto per costruire macchine per volare.

La mostra LEONARDO DA VINCI. Capolavori e Macchine Volanti si inserisce in un progetto più ampio di valorizzazione, diffusione, promozione del patrimonio artistico italiano.

Grazie all’accordo di collaborazione stipulato con alcuni dei più importanti musei italiani e con il benestare del MiBACT, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Save the Artistic Heritage insieme a Cinello si impegnano a far circolare ed esporre in formato digitale, con finalità educative e divulgative, quei capolavori “inamovibili” del nostro patrimonio.

La metà dei ricavi netti provenienti dalla circolazione o dalla vendita dei DAW® andrà ai musei possessori dei diritti degli originali, aiutando le istituzioni a conservare nel miglior modo possibile e a valorizzare l’inestimabile patrimonio di cui sono custodi.

La mostra è realizzata dall’Associazione Save The Artistic Heritage in partnership con il Consolato Italiano a Jeddah. Si ringraziano TAMER SA’AID, Saudia Airlines, Kab Holding, ASG Holding, Leonardo SPA, Forsan, Sharbatly, Chandelier Home, Mauzoun.

 

Save the Artistic Heritage è un’associazione senza fini di lucro nata con l’obiettivo di sensibilizzare un pubblico di appassionati sulla necessità di salvaguardare e mantenere il patrimonio artistico e, parallelamente, con lo scopo di divulgare nuove modalità di sostegno. In particolare, con le sue attività, è promotrice di un progetto innovativo sviluppatosi dalla collaborazione tra Cinello – una startup che si occupa di innovazione digitale – e alcuni tra i più importanti musei e raccolte d’arte in Italia, che svolgono la funzione di imprescindibili custodi di quelle opere d’arte iconiche che rappresentano il nostro Paese nell’immaginario di chiunque nel mondo.

Cinello nasce dall’intuizione di John Blem e Franco Losi, due ingegneri esperti di information technology che condividono la passione per la cultura e il patrimonio storico artistico italiano. Blem e Losi conoscono opportunità e rischi della rivoluzione tecnologica e digitale, consapevoli di come il digitale rappresenti una risorsa di condivisione, ma che proprio per questo può compromettere il valore del patrimonio nella sua unicità. Società privata e autofinanziata, Cinello ha brevettato una nuova tecnologia per la creazione di DAW® – Digital Art Work: copie digitali in scala 1:1 gestite da una piattaforma che consente di rispettare vincoli e requisiti delle opere d’arte, in primo luogo l’unicità. La piattaforma, è in grado di garantire sempre e per ogni DAW® la proprietà, l’unicità e l’incopiabilità. I musei forniscono a Cinello i file in alta risoluzione dei loro capolavori da cui l’azienda crea dei DAW®, riproduzioni limitate in dimensioni reali, certificate e non copiabili.

Ogni DAW® è accompagnato da un certificato di autenticità, firmato da Cinello e dal Direttore del Museo di provenienza dell’opera originale.

 

INFORMAZIONI PER LA STAMPA

Ufficio Stampa Save the Artistic Heritage

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